Il caffè in Messico

Le prime piante di caffè arrivarono in Messico intorno al 1785, probabilmente da Cuba o dall’attuale Repubblica Dominicana. Esistono testimonianze di piantagioni nella regione di Veracruz già nel 1790. Nonostante le condizioni climatiche favorevoli, per molti anni il caffè non rappresentò una priorità economica: le ingenti entrate derivanti dalle risorse minerarie ridussero l’interesse nello sviluppo di una vera industria caffeicola.

Solo dopo la fine della Rivoluzione Messicana, nel 1920, la coltivazione del caffè iniziò a diffondersi su scala più ampia tra i piccoli produttori. La redistribuzione delle terre agli indigeni e ai braccianti liberati dalle grandi haciendas segnò l’inizio di una struttura produttiva basata prevalentemente su piccole aziende agricole.

Nel 1973 il governo istituì l’Instituto Mexicano del Café (INMECAFE), con l’obiettivo di fornire assistenza tecnica, credito e coordinamento produttivo, anche in relazione agli accordi internazionali sul caffè. Questo intervento portò a una rapida espansione della produzione e delle superfici coltivate.

Regioni di produzione

Il caffè in Messico viene coltivato principalmente nel sud e nel sud-est del Paese, lungo le catene montuose che offrono altitudini adeguate e suoli di origine vulcanica.

Le principali regioni produttive sono:

  • Chiapas
  • Oaxaca
  • Veracruz

Esistono anche produzioni minori al di fuori di queste aree, ma con volumi ridotti e minore riconoscibilità sul mercato.

Altitudini e qualità

Le altitudini di coltivazione variano sensibilmente in base alla regione:

  • Chiapas: 1.000 – 1.750 m s.l.m.
  • Oaxaca: 900 – 1.700 m s.l.m.
  • Veracruz: 800 – 1.700 m s.l.m.

Le zone ad altitudine più elevata, in particolare in Chiapas e nelle aree montane di Veracruz (come Coatepec), offrono il miglior potenziale qualitativo.

Produzione e processi

La produzione messicana è fortemente frammentata e basata su piccoli produttori, spesso con appezzamenti inferiori ai 2 ettari. Dopo il collasso di INMECAFE nel 1989, molti agricoltori si sono trovati senza accesso al credito e ai canali di commercializzazione, favorendo la diffusione di intermediari locali (“coyotes”).

In risposta, numerosi produttori — soprattutto in Oaxaca, Chiapas e Veracruz — hanno formato cooperative e collettivi, assumendo direttamente funzioni prima gestite dallo Stato:

  • gestione dei benefici
  • assistenza tecnica
  • acquisti collettivi
  • sviluppo di relazioni dirette con i buyer

Il processo produttivo è prevalentemente lavato e il Messico presenta una forte diffusione di certificazioni Fair Trade e biologiche.

Stagionalità e disponibilità

Il periodo di raccolta varia leggermente a seconda della regione, ma segue uno schema comune:

  • Raccolta: novembre – marzo / dicembre – marzo

La disponibilità sul mercato è buona, anche se i lotti di qualità superiore e altamente tracciabili rappresentano una parte limitata del volume totale.

Profilo sensoriale

Il caffè messicano offre una gamma piuttosto ampia di profili sensoriali, che variano in base alla regione e all’altitudine.

In generale si riscontrano:

  • corpo medio o leggero
  • buona dolcezza
  • profili delicati o equilibrati

Le note tipiche includono caramello, toffee e cioccolato, con stili che vanno da tazze più leggere e pulite a caffè più dolci e rotondi.

Varietà

Le varietà coltivate in Messico, secondo quanto riportato negli screenshot, includono:

  • Bourbon
  • Typica
  • Caturra
  • Maragogype

Queste varietà sono diffuse in tutte le principali regioni produttive, spesso all’interno di sistemi agricoli tradizionali.